L'età del dubbio/l'âge du doute

Concetta Modica e Sophie Usunier sono state invitate in residenza in Sicilia per un mese. Confessioni, paure, dibattiti tra le due artiste su L'ETÀ DEL DUBBIO che si è concluso in una mostra.

“Il lavoro si baserà sulla nostra convivenza, sulla condivisione degli spazi, sul nostro modo di lavorare sia insieme che individualmente, su come ci relazioneremo con la città. Una di noi conosce la Sicilia da sempre e l’altra la vede per la prima volta, gli occhi di ognuno faranno da filtro per l’altra”.

Le artiste hanno invitato per l'occasione Francesca Alfano Miglietti, Luigi Fassi, Francesco Lauretta, Francesco Lucifora, Don Antonio Sparacino.

* Concetta Modica et Sophie Usunier ont été invitées en résidence qu'elles ont intitulée L'ETÀ DEL DUBBIO (l’âge du doute). Confession, peurs, débats entre les deux artistes sur ce thème qui s'est conclu par une exposition.


“Le travail se basera sur notre cohabitation, sur le partage du lieu, sur notre mode de travailler que ce soit ensemble ou individuellement, sur notre relation à la ville de Sicily. Une d’entre nous connait Scicli depuis toujours, et l’autre la voit pour la première fois, Nos propres yeux serviront de filtre à l’autre”.


Les artistes ont invité pour l’occasion Francesca Alfano Miglietti, Luigi Fassi, Francesco Lauretta, Francesco Lucifora, don Antonio Sparacino.


venerdì 29 novembre 2013




Bisogna saper convivere con la propria ombra.
Il dubbio è come la mia ombra, mi accompagna sempre.
Tutto quello che faccio è frutto della mia impulsività, ormai addomesticata.
Il dubbio arriva subito dopo, ma ormai è tardi.
Fortunatamente raramente mi pento, e il dubbio resta lì, forse era giusto o forse sbagliato ma non ha soffocato il mio gesto.
Loredana Longo


*
Il faut savoir vivre avec sa propre ombre.

Le doute est comme mon ombre, il m'accompagne toujours.
Tout ce que je fais est le fruit de mon impulsivité, désormais apprivoisée.
Le doute arrive aussitôt après, mais il est déjà trop tard.
Heureusement j'ai rarement des regrets, et le doute reste là, peut-être était-ce juste ou peut-être était-ce une erreur mais il n'a pas étouffé mon geste.

lunedì 25 novembre 2013




















Filippo Leonardi


*Mieux vaut un homme aujourd'hui qu'une poule demain

mercoledì 20 novembre 2013

Attraverso il dubbio, si arriva alla natura delle cose.

Tiziano Campi


*
A travers le doute, on arrive à la nature des choses.
Il dubbio è la mia certezza.

Mi risponde nel profondo, e cosi mi trovo speso a pormi delle domande.

Nuove domande che generano nuovi dubbi ma che generano nuovi orizzonti di senso e possibilità di qualche certezza.
Cosi dubitare mi apre alla certezza dell’altro che improvvisamente, per un attimo, diviene la mia sola certezza e mi aggrappo e cosi percorro altre strade, piene di dubbi e di incontri. Il dubbio apre e alla fine è il solo modo per avere qualche certezza.*

Marcella Anglani 


Le doute est ma certitude.
Il me répond au plus profond de moi-même, et ainsi je me retrouve souvent en train à me poser des questions.
De nouvelles questions qui génèrent de nouveaux doutes mais qui génèrent de nouveaux horizons de sens et des possibilités de certitudes.

De cette façon, douter m'ouvre à la certitude de l'autre qui, à l'improviste, pendant un instant, devient ma seule certitude et je m’y agrippe, et ainsi je parcours d'autres routes, pleines de doutes et de rencontres. Le doute crée une ouverture, et finalement c'est le seul moyen d'avoir quelque certitude.

martedì 19 novembre 2013


"we fill pre-existing forms and when we fill them we change them and are changed" (da Borges and I). Frank Bidart
aldl


lunedì 18 novembre 2013

sabato 16 novembre 2013

giovedì 14 novembre 2013

mercoledì 13 novembre 2013

Vi lascio tutte le certezze e mi tengo i dubbi, sono caldi, sfumati, un pò timidi, ma anche sfrontati, esagerati, eccessivi, simpatici logorroici, a volte irritanti, ma anche freschi, curiosi, entusiasti e mai arrivati!*
Annalisa Cattani

*Je vous laisse toutes les certitudes et je garde les doutes, ils sont chauds, estompés, un peu timides, mais aussi effrontés, exagérés, excessifs, sympathiquement prolixes, parfois irritants, mais aussi frais, curieux, enthousiastes, et jamais affirmés.

mercoledì 6 novembre 2013

























 
Stefania Zocco

"Quoi que vous pensiez ou croyiez pouvoir faire, faites-le. L'action porte en elle la magie, la grâce et le pouvoir." Goethe


Charlyne La Duca


Sofia Scarabolo

martedì 5 novembre 2013

lunedì 4 novembre 2013


"L'età del dubbio"
Charlyne La Duca


Claudia Losi

territorio


Colgo l’occasione per esprimere il mio pensiero sulla performance delle artiste Concetta Modica e Sophie Usunier, le quali hanno condiviso spazi, luoghi e memorie della città di Scicli.

Un modo unico per realizzare una relazione tra gli artisti, la città che le ospita e il suo ambiente.

Il “dubbio” che scaturisce dai luoghi, antropologicamente strutturati con i loro confini, i loro punti cospicui, le loro storie e i loro miti. L’età, col suo tempo, che le struttura e/o le oblia.

Ad oggi lo scopo non è più rivolto alla sola conservazione della memoria passata, minacciata dallo sviluppo industriale o dalla globalizzazione (così com’era inteso il lavoro dei demologi degli anni ’30), altre finalità si sono affiancate a quelle originarie: la creazione di nuovi strumenti di coinvolgimento e di progettazione partecipata, la ricerca di traiettorie utili per uno sviluppo sostenibile, il carattere dell’identità locale (e non solo nazionale).

Tra le tecniche di cui fare uso per garantire la tutela del patrimonio locale vi è la mappa di comunità (parish map) che rappresenta: uno strumento collettivo con cui la comunità locale vede, percepisce e attribuisce senso (e valore) al proprio territorio e paesaggio.

Risulta difficile conoscere e valorizzare un patrimonio culturale locale, materiale ed immateriale, senza coinvolgere in maniera attiva la comunità interessata. Le mappe sono strumenti privilegiati di raccolta e auto-rappresentazione dal punto di vista delle comunità insediate sul proprio spazio di vita, uno spazio dinamico dov’è possibile conoscere storie, fatti, vicende di luoghi (che si possono anche esplorare) intrecciate alle inevitabili trasformazioni susseguitesi nel corso del tempo. Una mappa di comunità, riproducendo la realtà complessa della località, presenta i luoghi, gli eventi, le persone lungo un percorso che si snoda nello spazio e nel tempo. Inoltre, esse offrono uno strumento efficace, semplice, diretto e accessibile a tutti. L’utilizzo delle mappe di comunità, anche da parte degli artisti, ha portato, nel corso di questi anni, al raggiungimento di obiettivi importanti che hanno favorito l’integrazione e la partecipazione attiva delle persone alla vita della propria comunità, sostenendo reti territoriali finalizzate alla scoperta dell’identità locale e favorendo un approccio positivo al territorio, anche da parte delle generazioni più giovani.  

La consapevolezza che viene fuori dall’esistenza di un complesso patrimonio culturale locale, materiale ed immateriale (ritratto su “carta”), strettamente legato al territorio rappresenta il genius loci di quella comunità. Questo “senso del territorio”, «dell’identità locale, è ciò che in ultima analisi rende una persona felice o infelice di abitare in un certo posto, che la convince a rimanere o a emigrare, a lavorare con gli altri o a isolarsi».

Estrapolare, attraverso l’azione artistica, i sentimenti dei luoghi, degli spazi di una comunità significa in ultima analisi condurre l’età del dubbio verso un altro binario, ovvero quello della conoscenza e della vivacità dei territori con i suoi abitanti.*

 Giuseppe Garro




Territoire

Je profite de l'occasion pour exprimer ma pensée sur la performance des artistes Concetta Modica et Sophie Usunier, qui ont partagé les espaces, les lieux et les mémoires de la ville de Scicli.
Une façon unique d'instaurer une relation entre les artistes, la ville qui les accueille et son environnement.
Le « doute » qui jaillit des lieux, anthropologiquement structurés avec leurs limites, leurs points-clés, leurs histoires et leurs mythes. L'âge, avec le temps, qui les façonne et/ou les oublie.
De nos jours l'objectif n'est plus tourné vers la seule conservation de la mémoire du passé, menacée par le développement industriel ou par la mondialisation (tout comme avait pour objectif le travail des démologues des années 30), d'autres finalités se sont ajoutées aux précédentes : la création de nouveaux instruments d'implications et de projets participatifs, la recherche de trajectoires utiles pour un développement durable, le caractère de l'identité locale (et pas seulement nationale).
Parmi les techniques dont on fait usage pour garantir la maîtrise du patrimoine locale, il y a la « carte de communauté » ("parish map") qui représente une structure collective avec laquelle la communauté locale voit, perçoit et attribue du sens (et de la valeur) à son propre territoire et paysage.

Il apparaît difficile de connaître et de valoriser un patrimoine culturel local, matériel et immatériel, sans impliquer de manière active la communauté intéressée. Les cartes sont des instruments privilégiés de compilation et d'auto-représentation du point de vue de la communauté installée sur son propre espace de vie, un espace dynamique au sein duquel il est possible de connaître les histoires, les faits, les récits des lieux (qu'on peut aussi explorer) tressés avec les inévitables transformations qui se sont succédées au cours du temps. Une carte de communauté, en reproduisant la réalité complexe de la localité, présente les lieux, les événements, les personnes, le long d'un parcours qui se dénoue dans l'espace et dans le temps. En outre, elles offrent un instrument efficace, simple, direct et accessible à tous. L'utilisation des cartes de communauté, notamment par les artistes, a permis, au cours de ces dernières années, la réalisation d'objectifs importants qui ont favorisé l'intégration et la participation active des personnes à la vie de leur propre communauté, en soutenant les réseaux territoriaux conçus pour la découverte de l'identité locale et permettant une approche positive du territoire, y compris aux plus jeunes générations.
La conscience qui résulte de l'existence d'un patrimoine culturel et local complexe, matériel et immatériel (mis sur « papier »), strictement lié au territoire, représente le « genius loci » (esprit du lieu) de cette communauté. Ce « sens du territoire », de « l'identité locale, est ce qui, à terme, rend une personne heureuse ou malheureuse d'habiter dans un certain lieu, qui la convainc à rester ou à émigrer, à travailler avec les autres ou à s'isoler.»

Extrapoler, à travers l'acte artistique, les sentiments du lieu et des espaces d'une communauté signifie, à terme, diriger l'âge du doute vers une autre voie, c'est à dire celle de la connaissance et du dynamisme du territoire et de ses habitants.